Pancake di grano saraceno

buckwheatpancakes

Sono molto felice della ricetta di oggi: una pila fumante di pancakes di grano saraceno, senza glutine, ricoperti da una generosa dose di miele, banana fresca e scaglie di mandorle tostate. In italia il grano saraceno (“buckwheat” in inglese) rimanda a pranzi sostanziosi  (Pizzoccheri Valtellinesi, etc), negli Stati Uniti è invece strettamente associato ai pasti dei pionieri.

Cercate di capire la mia posizione: quando ero una bambina, da grande volevo essere una pioniera. Non una “pioniera nel mio campo” o altra sorta di generica avventuriera… volevo precisamente essere una pioniera del diciannovesimo secolo, su un carro coperto di tela, indossando la cuffia, con il fucile al mio fianco. Leggevo ogni possibile racconto o romanzo relativo a quel periodo storico, guardavo senza sosta repliche e repliche delle puntate di “La casa nella prateria” ed ero ossessionata dal videogioco “Oregon trail”. Il buckwheat era ovunque intorno a me:

“Abe ha comprato un sacco da 50 libbre di buckwheat per il lungo viaggio che abbiamo davanti…”
“Papa era molto contento delle sue frittelle di buckwheat…
“All’hotel della cittadina due tortine di buckwheat con il miele costano 5 centesimi…”

In seguito, crescendo, mi sono resa conto del problema cronologico che il mio desiderio poneva ed ho rivolto la mia attenzione ad altro. Ho conservato però un posto speciale nel mio cuore per i cimeli del tempo dei pionieri, incluso il grano saraceno. Al di là della sua valenza nostalgica, questo cereale possiede alte proprietà nutritive – come detto senza glutine – e vanta un sapore alle noci che ben si esprime nei pancakes.

Quindi in onore delle mie fantasie infantili (e per amore dei buoni pancakes) vi raccomando di provare questa ricetta. Non ve ne pentirete!

Pancake di grano saraceno

  • 200 g di farina di grano saraceno
  • 50 g di zucchero bianco (si può anche usare zucchero di canna integrale)
  • mezzo cucchiaino di sale
  • 1 cucchiaino di bicarbonato di soda
  • 1/4 di un cucchiaino di lievito per dolci
  • 1/4 teaspoon baking powder
  • 40 g di burro fuso
  • 1 uovo
  • 180 g di yogurt magro
  • 180 g di latte intero
  • 1/2 cucchiaino di succo di limone
  • olio di semi per ungere la padella
  • guarnizioni a scelta: banana a fette, mandorle tostate, miele o sciroppo d’acero
Per 14 pancake

Setacciate insieme la farina, lo zucchero, il sale, il lievito e il bicarbonato. Aggiungete il burro fuso e mescolate brevemente con una forchetta.

In un’altra ciotola, sbattete insieme lo yogurt con il latte e il succo di limone e lasciate riposare per qualche minuto. Quindi unite l’uovo e mescolate bene. Unite questo composto al composto con la farina e mescolate solo fino ad amalgamarli. La pastella deve rimanere un po’ grumosa, quindi non mescolatela troppo. (Se desiderate potete aggiungere anche una banana tritata al impasto a questo punto)

Scaldate pochissimo olio in una padella antiaderente su fuoco medio, spalmate l’olio e togliete l’eccesso con un pezzo di carta da cucina. Quando la padella sarà ben calda, versateci un mestolo di pastella, creando una pancake rotondo, con un diametro di circa 10-12 cm. Girate la pancake quando al centro si cominciano a formare delle bolle, circa 2-3 minuti. Quando la girate, il fondo dovrebbe essere ben dorato. Cuocete l’altro lato finché sarà dorato, altri 2 minuti. Ripetete con il resto della pastella. Per tenere caldi i pancakes man mano che siano pronti, metteteli su un piatto nel forno poco caldo, a 90°C.

Servite i pancakes subito, guarniti a piacere. Qui ho trovato un’abbinamento squisito: banana a fette, mandorle tostate e abbondante miele.

3 Comments

  • Ciao Laurel,
    ricetta interessantissima la vorrei tanto provare, ma posso chiederti cos’è e dove si trova il “baking powder”? So che è un agente lievitante ma ho visto che tra gli ingredienti oltre a questo ci sono anche il bicarbonato e il lievito per dolci … è un agente diverso? Tipo il cremor tartaro?
    Si trova facilmente o è possibile sostituirlo in altro modo?
    Grazie di cuore.
    Ciao
    Barbara

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