Napoli

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La prima volta che andate a Napoli, andateci bendati. E, già che ci siete, tappatevi il naso e la bocca. Non cercate di usare i vostri sensi contemporaneamente, siete a serio rischio di sovrastimolazione.

La prima volta che andate a Napoli, ascoltate. Questa è una città che canta. Ascoltate: gli sfacciati richiami “Eeeehh bionda!”, il ronzio continuo dei motorini e i clacson incessanti, gli urli, i bisbigli, lo strisciare di una pizza estratta dal forno, la canzone di un ubriaco, il pianto di un bambino. Scoppi di risate si riversano nelle strade dai ristoranti, tazzine da caffé tintinnano nell’acqua bollente, i crocché sfrigolano nell’olio bollente. I palazzi stessi hanno voci ed occhi; non c’è mossa che passi inosservata o non commentata mentre ti aggiri per le strade di un quartiere, come il più scontato dei forestieri.

Questa era la mia prima volta a Napoli, ed avevo meno di 24 ore di tempo. Non ero bendata e ho provato ad assorbire tutto ciò che avevo intorno: sapori, persone, luoghi, odori e suoni. La luce azzurra benevolente di una statua della Madonna, illuminata in una nicchia, l’aria profumata di mare, il sapore dolce con una punta acidula del pomodoro, che dà vita alla pizza più buona del mondo. Sono ancora inebriata. La mia vita normale sembra inodore, incolore, silenziosa; la gente intorno a me, fredda; il cibo, insipido. Ma, più di tutto, i suoni di Napoli continuano ad echeggiare nella mia testa. Vorrei aver chiuso gli occhi e ascoltato con più attenzione.

Una raccomandazione: la prima volta che andate a Napoli non guardate, non annusate, non gustate niente. Ascoltate solamente, la città vi dirà tutto.

5 Comments

  • Tutto vero quello che dici. Napoli è come lo scoppio improvviso del peperoncino piccante in bocca, come il caffè forte e amaro, come il profumo intenso di fiori d’arancio nella pastiera: o si ama o si odia!
    Io la amo. E lo dice un milanese :)

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